Battaglie nel segno dell’armonia

Trombe, timpani, organo. Diverse scaramucce belligeranti e poche pause di quiete: la Toccata di Frescobaldi e i due Concerti di Vivaldi trascritti per organo da Walther e dal grande Bach.
Al centro del programma la Batalla de Barabasso y Satanas del napoletano Andrea Falconieri che scomoda nientemeno che l’inferno, dipinto a tinte forti per il gusto di stupire. Del resto organo e tromba formano da sempre un’accoppiata felice. Fiato alle trombe, si dice scherzando… Fiato agli ottoni, all’organo e alle percussioni, dunque. La parola “concerto” mai come qui richiama l’etimologia del vocabolo latino “certamen” (gara, combattimento). La Bibbia nel libro di Giosuè attesta che gli squilli delle sette trombe fecero cadere le mura di Gerico. Dell’Apocalisse non ne parliamo…! L’organo idraulico, in epoca imperiale Romana era usato nel circo, insieme alle tube, per ravvivare le fasi dei giochi e scatenare il tifo popolare per le gare cruente dei gladiatori.
Poi, naturalmente, la Storia – almeno quella millenaria della musica – ha trovato il modo di rendere meno brutale l’emissione del suono. All’alba del XVI – XVII secolo il perfezionamento degli strumenti ha offerto ai suonatori virtuosi di tromba una maggiore ampiezza e uniformità delle note oltre a quelle naturali. Ne danno conto alcuni trattati specifici, tra i quali sono da ricordare il manoscritto, oggi reperibile a stampa, Tutta l’arte della trombetta (1614) del veronese Cesare Bendinelli e il Modo per imparare a sonare di Tromba tanto di Guerra quanto musicalmente in organo con Tromba sordina, col Cimbalo e ogni altro strumento (Francoforte 1638) dello spoletino Gerolamo Fantini. I due musicisti sono anche compositori raffinati di alcune Sonate. Quattro quelle del Fantini che ascolteremo: le due Imperiale Prima e Seconda e le due titolate rispettivamente dell’Adimari e dell’Arnona forse in omaggio a illustri personaggi o esecutori). Una sola del Bendinelli.
Tuttavia bisogna anche ricordare, benché non sia nel programma, la Sonata Pian & Forte di Giovanni Gabrieli (1557-1612). Esemplare testimonianza di una prassi musicale sacra in uso nella Basilica veneziana di San Marco che da qui diffusa in Europa.
Se nel Preludio al Te Deum di Charpentier ci sembra, infatti, di avvertire l’influenza magniloquente di Gabrieli e Monteverdi, le Cinque Arie per trombe timpani e organo di Danican Philidor e il Concert des Trompettes di Delalande attestano piuttosto l’eleganza formale di un Settecento memore dei Giardini di Versailles e delle parate parigine che si svolgevano in tempo di pace.

Alessandro Boccardi