Alexander Nevsky

Alexander Nevsky

Data e ora

Sabato 5 settembre, ore 20.00
Stresa, Palazzo dei Congressi

Vedi la mappa

Programma

D. Šostakovič, Sinfonia n. 9
S. Prokof’ev, Concerto per violino e orchestra n. 1
Cantata Alexander Nevsky op. 78 *

* con proiezione di estratti dal film di S.M. Ejzenštejn

 

Leggi la presentazione del concerto

 

SFOGLIA IL PROGRAMMA DI SALA

Biglietti

Il concerto è sold out

Assisti a tutti i concerti al Palazzo dei Congressi risparmiando il 20%!

Il biglietto è rimborsabile, entro 5 giorni, solo in caso di annullamento del concerto

Sede

palacongressi

Palazzo dei Congressi

Il Palazzo dei Congressi, sede storica del Festival, è situato nel centro di Stresa, a pochi passi dalla stazione ferroviaria e da tutti i maggiori alberghi e ristoranti.

Visualizza la piantina del Palazzo dei Congressi

I tre brani in programma sono stati scritti in momenti di grandi tensioni sociali e di profonde crisi internazionali.
Il primo concerto per violino di Prokof’ev è stato composto durante la prima guerra mondiale, anche se la guerra non ha interessato in maniera diretta il suolo della Russia, dove invece erano i germi della Rivoluzione d’Ottobre che stavano proliferando ed erano sul punto d’esplodere.
La Cantata Aleksandr Nevskij, tratta dalla musica da film che Prokof’ev ha composto per l’omonima pellicola di Ejzenštejn, è stata scritta negli anni immediatamente precedenti lo scoppio della seconda guerra mondiale e tradisce una sorta di accademismo che però è la maschera dietro la quale Prokof’ev si doveva nascondere perché la sua musica potesse essere eseguita e perché lui stesso potesse sopravvivere alle purghe staliniane.
La IX Sinfonia di Šostakovič nasce per celebrare la fine della seconda guerra mondiale e la vittoria della Russia sul nemico. Ci si aspetterebbe una sinfonia pomposa, magniloquente, in sintonia con i dettami del regime sovietico; invece questa sinfonia si presenta in una veste sobria, classicheggiante e in ogni caso più ironica che gioioso-celebrativa.
È come se Prokof’ev e Šostakovič volessero esorcizzare le brutture, le violenze, il male, ma nello stesso tempo si rifiutassero di descrivere le sofferenze e le ingiustizie che le guerre e le rivoluzioni necessariamente portano con loro. Sembra quasi che il loro scopo sia quello di parlarci a tu per tu stimolandoci a sviluppare capacità critica, libertà di giudizio, indipendenza di pensiero che loro stessi hanno strenuamente difeso, nonostante l’apparente asservimento ai dettami del regime. Solo così potremo evitare altre tragedie.

Gianandrea Noseda

Stresa

Clicca per vedere il video a schermo intero