Mind the Gap, Lady Shakespeare!

Mind the Gap, Lady Shakespeare!

Data e ora

Mercoledì 27 agosto, ore 20.00
Stresa, Palazzo dei Congressi

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Artisti

Sonia Bergamasco, attrice
Gianluca Cascioli, pianoforte
Accademia Strumentale Italiana

Alberto Rasi, Claudia PasettoPaolo Biordi, Leonardo Bortolotto, viole da gamba

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Programma

Mind the Gap, Lady Shakespeare!

Testo italiano originale e drammaturgia di Monica Luccisano (ispirato a William Shakespeare)
Musiche di J. Dowland, G. Cascioli, T. Hume, W. Byrd, A. Holborne, M. Locke, O. Gibbons, A. Ferrabosco
Scenografia: Luca Tombolato
Suono e luci: Alberto Irrera

Progetto commissionato da Stresa Festival

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Biglietti

Platea Settore Unico € 20
Balconata € 15
Under 26 € 10

I residenti del Comune di Stresa hanno diritto al 50% di sconto sull’acquisto del biglietto di platea.

L’abbonamento per tutti i concerti al Palazzo dei Congressi a soli €140 è esaurito!

Il biglietto è rimborsabile, entro 5 giorni, solo in caso di annullamento del concerto

Sede

palacongressi

Palazzo dei Congressi

Il Palazzo dei Congressi, sede storica del Festival, è situato nel centro di Stresa, a pochi passi dalla stazione ferroviaria e da tutti i maggiori alberghi e ristoranti.

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Con il patrocinio de

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Dietro il noto annuncio che riecheggia fra le gallerie della metropolitana londinese – Mind the Gap – si nasconde un monito esistenziale. L’avviso, che con tono persuasivo ci ricorda di prestare attenzione al vuoto tra il marciapiede (che ci accoglie) e il mezzo di trasporto (che ci conduce altrove), vuole esortarci a cogliere il “gap” tra la nostra realtà di spettatori e quella presente sulla scena. E forse a superarlo.

Pervase da questo stesso scarto sono le Ladies dell’universo shakespeariano, figure femminili ritratte in una serie di istantanee che radunano in una sola voce le diverse sfumature, le linee individuali, i tagli espressivi. È la voce di una tra le più affermate e raffinate interpreti del teatro e del cinema d’oggi, Sonia Bergamasco, a transitare gradualmente o a precipitare rovinosamente in ognuna di loro.

Lady Macbeth, Giulietta, Beatrice, Ofelia, Viola, Desdemona ci vengono restituite – nel testo originale di Monica Luccisano – in un particolare momento della loro vicenda, ripercorrendo episodi e tratti emozionali noti, ma anche dando vita a nuovi punti di vista, ricollocazioni, attualizzazioni. Attraverso tali immagini transitorie nell’animo femminile emergono due elementi del teatro shakespeariano, la parola e il sentimento, entrambi a rischio delle medesime trappole dell’ambiguità semantica, etica e di genere.

Il gioco si riflette anche nei due fronti musicali: un pianoforte e un consort di viole da gamba, strumenti distanti nel tempo, nel linguaggio, nei colori. Protagonisti di rango Gianluca Cascioli e l’Accademia Strumentale Italiana. Due universi sonori, antico e contemporaneo, si confrontano e pur perseguendo il contrasto scoprono affinità elettive sempre nel segno dell’ambiguità: quella tonale propria della musica pianistica creata ad hoc da Cascioli, e quella derivante dall’esecuzione al pianoforte di brani rinascimentali (Byrd e Gibbons), nati per cembalo, virginale, clavicordo; nonché l’ambiguità espressiva della musica affidata al consort di viole (Dowland, Hume, Ferrabosco, Locke e altri).

Il contrasto è ancora rimosso da relazioni sotterranee, imprevedibili, ma urgenti a tal punto da confluire in un’unica composizione per entrambi i fronti strumentali, convogliandone i piani espressivi, cercando, come la parola “femminile” di Shakespeare, una soluzione al “gap” tra la realtà e le sue interpretazioni.

Stresa

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