Una corona di mottetti intorno alla bellezza

Ànemos in greco significa anima ma anche vento, soffio di vita, spirito. Cinque voci intrecciano un inno alla bellezza spirituale di Maria parafrasando il senso della melodia gregoriana Tota pulchra es Maria… Inno alla piena di grazia, alla salvatrice Madre di Dio, nata senza peccato e divenuta gloria di Gerusalemme e letizia di Israele. I testi dei mottetti ricordano il Cantico dei Cantici, il più terrestre dei poemi d’amore della Bibbia. Nella lunga tradizione mariana iniziata nel secondo secolo dell’era cristiana, gli antichi padri della Chiesa figuravano Maria come la nuova Eva in contrapposizione alla prima per cui l’umanità ha ereditato il peccato, la fatica e la morte. Una lunga strada per riguadagnare l’Eden perduto è percorsa, anche fisicamente, dai pellegrini lungo i sentieri pirenaici verso Santiago di Compostela o lungo la dorsale appenninica verso Roma. Le Cantigas de Sancta Maria, le Laudi di Jacopone da Todi e i versi sublimi del Paradiso di Dante sono l’omaggio a Maria, come le icone bizantine, le miniature nei Libri d’Ore e gli affreschi di Giotto, Simone Martini o del Beato Angelico. Analogo il cammino dei compositori franco-fiamminghi dalle corti italiane invitati a dar prova della loro straordinaria maestria nel contrappunto. Di Josquin Desprez si ascoltano tre mottetti. Dopo la limpida delicatezza dei primi due, spicca il carattere severo e doloroso del Miserere mei, Deus a 5 voci composto per il Duca Ercole I d’Este, che fu un estimatore di Gerolamo Savonarola (il frate domenicano di Firenze messo a tortura e al rogo). Josquin dà rilievo ripetendo l’invocazione dell’incipit (pare che questa parte fosse affidata al duca medesimo, buon cantore).
Gaspar van Weerbecke lavora a Milano presso la Cappella degli Sforza. Poi a Firenze e a Roma. Il suo stile è lievemente arcaico al confronto con i suoi contemporanei.
Heinrich Isaac è attivo a Innsbruck, a Firenze (sposò una fiorentina) e compone una gran quantità di messe, mottetti e musica strumentale. Il mottetto Tota pulchra, che dà il titolo al programma, è scritto come antifona per la festa della Natività della Vergine.
Jean Mouton e Louis Compère completano la locandina. Il loro stile è meno elaborato e meno profondo. Mouton, che fu maestro di Adrian Willaert, fondatore della Scuola veneziana, mostra nei suoi ultimi lavori una tendenza all’armonia accordale, probabilmente a seguito del suo approccio con la musica Italiana.

Sandro Boccardi