La polifonia sottintesa

Tra il 1717 e il 1723, mentre risiede presso la corte del principe Leopold a Köthen, Johann Sebastian Bach scrive capolavori quali i Concerti brandeburghesi, parte del Clavicembalo ben temperato, le Suite inglesi e francesi e le partiture per violino solo e per violoncello solo. Altri prima di lui avevano dedicato al violoncello brani dal carattere polifonico, ma Bach ricava da quest’arco possibilità inimmaginabili, lo fa cantare alla stregua di strumenti polifonici potenti e drammatici.
Non si conosce l’esatta data di nascita delle Six Sonates ou Etudes pour le Violoncello solo pubblicate da Probst a Vienna nel 1825. E non ci è giunto il manoscritto autografo, ma copie redatte dalla moglie del compositore, Anna Magdalena, e da Johann Peter Kellner, organista e amico di Bach. L’inventiva poetica incontra la costruzione logica in queste pagine, la cui simmetria risiede nella presenza, in ogni Suite, di un ampio Preludio introduttivo e di una coppia di danze inserite tra la Sarabanda e la Giga.
Nella Prima Suite, il flusso leggero del Preludiosi decompone in arpeggi, aprendo la strada all’Allemanda maestosa, al tema leggero della Corrente, alla sobrietà della Sarabanda. Poi la tenzone fra i due Minuettie infine la Giga dal ritmo accentuato.
L’ansia del Preludio della Seconda si protrae nell’Allemanda, per ammorbidirsi nello slancio della Corrente e nella serenità della Sarabanda. Di nuovo i Minuettidi carattere opposto e la Gigache conduce a un ombroso finale. Splendido il Preludio della Terza, al quale l’Allemandarisponde con uguale presenza. Crome continue abitano la Corrente, contrastata dalla nobile melodia della Sarabanda. Sempre in lotta la coppia di danze, questa volta due Bourrée; la Gigachiude con vigore.
La Suite n. 4 è introdotta da un Preludio fluido cui segue una radiosa Allemanda. Il gioco tra ritmo binario e ternario della successiva Corrente viene contraddetto dall’ascetica Sarabanda. Ancora Bourrée tradizionali, prima che la Giga concluda la pagina. “Alla maniera francese” è la Quinta Suite. Per l’esteso Preludio, per la sfarzosa Allemanda, per la danzante Corrente. La temperanza torna con la Sarabanda, cui seguono due Gavotte indecise tra duine e terzine e la consueta Giga.
Un’altalena di sfumature è il Preludio della Suite n. 6, che porta ad un’Allemanda poco tradizionale. Rimettono a posto le cose la graziosa Corrente, la quieta Sarabanda e le colorite Gavotte gioiose. La “venatoria” Giga galoppa verso la fine del pezzo e dell’intero ciclo.

Anna Cepollaro