ArtistiLa traccia lasciata da Monteverdi: la stessa meraviglia di quattrocento anni fa.

La traccia lasciata da Monteverdi: la stessa meraviglia di quattrocento anni fa.

Con il Combattimento di Tancredi e Clorinda siamo di fronte a una rivoluzione nella storia della musica.
Insieme a La fonte musica e Michele Pasotti assisteremo alla ricostruzione della prima esecuzione del Combattimento, preceduta da Madrigali “senza gesto”. Come se fossimo nel 1626.

Con un tuffo nel passato ritorniamo alla sera che ha cambiato la musica nel mondo occidentale: siamo nel 1626 in un non identificato Palazzo Mocenigo a Venezia nel periodo di carnevale alla presenza di tutta la nobiltà, in scena Il Combattimento di Tancredi e Clorinda presentato da Monteverdi.
Siamo di fronte a una rivoluzione, ovvero della prima musica che ripropone i rumori della battaglia attraverso gli strumenti ad arco. Da lì tutta l’opera e tutte le composizioni, come anche Le Quattro Stagioni di Vivaldi, vengono concepite in modo che gli strumenti in uso all’epoca riproducano i rumori della natura e della vita quotidiana.
La fonte musica con Michele Pasotti alla tiorba e direzione hanno avuto questa bella intuizione di ricreare il programma che, oltre al Combattimento, presenta alcuni Madrigali senza gesto.


La Sera del Combattimento.
Michele Pasotti

Una sera di Carnevale del 1626, nella casa di Girolamo Mocenigo a Venezia, fu rappresentato un «canto di genere non più visto né udito». Così scrive Monteverdi nella prefazione all’VIII libro, con una consapevolezza sorprendente dell’unicità del suo Combattimento. Uomo di poche parole, Monteverdi per fortuna ne spende alcune per descrivere il componimento e dare indicazioni per la sua esecuzione:

Combattimento in Musica di Tancredi & Clorinda, descritto dal Tasso; Il qual volendosi esser fatto in genere rappresentativo; Si farà entrare alla sprovvista (dopo cantatosi alcuni Madregalli senza gesto) dalla parte della Camera in cui si fara la Musica.

Dunque prima del Combattimento, per dare risalto alla sua teatralità e alla sua novità, bisognerà eseguire alcuni Madrigali non rappresentativi, senza gesto, polifonia che cederà il passo al dramma in musica, all’effetto, alla compassione. Infatti, da una parte della Camera, presumibilmente discosta dal luogo dei Madrigali, entrerà la rappresentazione, l’azione, il teatro, il gesto, il testo che narra una storia, due attori che cantano poche linee irromperanno su questa scena fino a quel momento quasi cieca:

Clorinda à piedi armata, seguita da Tancredi armato sopra ad un Cavallo mariano, & il Testo all’hora comincierà il Canto. Faranno gli passi, & gesti nel modo, che l’oratione esprime, & nulla di più ne meno, osservando questi diligentemente gli tempo, colpi, & passi, & gli ustrimentisti gli suoni incitati, & molli; & il Testo le parole à tempo pronuntiate in maniera, che le creationi venghino ad incontrarsi in una imitatione unita; Clorinda parlerà quando gli toccherà, tacendo il Testo; così Tancredi.

Chiarissime indicazioni del musicista e dell’uomo di teatro (in una imitazione unita) e di colui che scrisse e praticò che «l’Harmonia è serva dell’Oratione».
Sarà dunque naturale che

Gli ustrimenti, doveranno essere tocchi ad immitatione delle passione del’oratione; La voce del Testo doverà essere chiara, ferma, & di bona pronuntia alquanto discostra da gli ustrimenti, atiò meglio sii intesa nel oratione; Non doverà far gorghe ne trilli in altro loco, che solamente nel canto della stanza, che incomincia Notte; Il rimanente porterà le pronuntie à similitudine delle passioni del’ orazione.

Queste le indicazioni per la migliore resa di questa straordinaria e inclassificabile sperimentazione musicale e teatrale. Così dovrà essere eseguito, ci dice Monteverdi, e a questo dettato ci atterremo per la nostra rappresentazione, anche poiché questa descrizione è anche un ricordo di una memorabile esecuzione del Combattimento.

In tal maniera (già dodeci Anni) fu rapresentato nel Pallazzo del’ Illustrissimo, & Eccelentissimo Signor Girolamo Mozzenigo mio particolar Signore. Alla presenza di tutta la Nobiltà, la quale restò mossa dal affetto di compassione in maniera, che quasi fu per gettar lacrime: & ne diede applauso per essere statto canto di genere non più visto ne udito.

Seguire fedelmente la traccia lasciata da Monteverdi con una riproposizione della Sera del Combattimento preceduto dai Madrigali senza gesto è il tentativo di rinnovare la meraviglia e la commozione che questa straordinaria composizione suscitò una sera di quattrocento anni.

Doppio appuntamento a Verbania nello stesso giorno: il 20 agosto la matinée alle 11:30 al Museo del Paesaggio, che è possibile visitare gratuitamente per chi è in possesso del biglietto del concerto e dove ci sarà un nuovo appuntamento del Momento diVino, e a seguire il concerto serale alle 20:30 alla Chiesa di San Leonardo.

Per chi lo desidera, dopo la matinée e il Momento diVino, potrà gustare un delizioso pranzo presso il Garden Cefè del Caffè delle Rose Bistrot. Prenotate fin da subito!

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